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Zdòra, storia di una figura fondamentale della cucina tradizionale

Una figura fondamentale per un agriturismo a Ferrara e dintorni

La cucina è un’arte che, da secoli, si tramanda all’interno delle famiglie, con piatti e ricette che, passando di generazione in generazione, sono giunti sino ai giorni nostri.

Divenendo, in molti casi, un elemento tipico di un determinato territorio, un simbolo della storia e delle tradizioni culturali di una città, provincia o regione.

Nella cucina romagnola, ma non solo, troviamo tanti esempi di pietanze che affondano le proprie radici in tempi lontani. Si tratta, spesso, di ricette di origine contadina, derivanti dalla tradizione, in passato ben più diffusa rispetto a quanto accade oggigiorno, di riutilizzare gli ingredienti ‘di scarto’ conservati in dispensa.

Basti pensare, ad esempio, alla ricetta del Pampepato, uno dei dolci più caratteristici del ferrarese: oltre alla farina, indispensabile per l’impasto, tutti gli altri ingredienti (nocciole, mandorle, miele, ecc.) arrivavano dalle ‘riserve’ alimentari di famiglia o, più probabilmente, dai resti derivanti dalla preparazione di altri piatti.

Anche molte zuppe e minestre venivano preparate con materie prime ‘di risulta’ e accompagnate con fette e crostini di pane raffermo, per non parlare di un altro piatto fortemente caratteristico della tradizione culinaria ferrarese, ovvero il pasticcio di maccheroni: un composto di pasta frolla e maccheroni con ragù in bianco.

A governare la cucina, e dunque a gestire l’utilizzo e il riutilizzo delle materie prime, c’era una figura di vitale importanza per la società di un tempo: la zdòra, o azdora a seconda del luogo, ovvero la ‘donna massaia’ , moglie dell’azdòr, il capo famiglia, che si occupava di preparare i pasti per l’intero nucleo familiare.

E considerando che, all’epoca, fare 7 o 8 figli era una cosa normale, non era di certo una cosa facile!

La zdòra, infatti, non doveva preoccuparsi semplicemente di cucinare il pranzo e la cena, bensì di gestire le finanze familiari – spesso piuttosto limitate – per l’acquisto di prodotti alimentari. Di conseguenza, il suo era un ruolo di primissimo piano, con la responsabilità di ‘far quadrare i conti’ anche nei modi più ingegnosi.

Al tempo stesso, la zdòra era colei che manteneva salde le tradizioni della famiglia, in particolar modo per ciò che riguardava la cucina. Dunque, se ancora oggi possiamo gustare delle ottime pietanze romagnole, come la celebre pasta sfoglia lavorata a mano, lo dobbiamo in larga parte all’operosità delle zdòre.

Cosa accade, invece, ai giorni nostri? È innegabile che, nella società odierna, il ruolo della donna all’interno del nucleo familiare sia radicalmente cambiato, per cui la figura della zdòra appare più come un elemento mitico, che non come una persona realmente esistente. Tuttavia, alcune tradizioni sono dure a morire!

Difatti, ancora oggi, sono tante le donne (e gli uomini) ferraresi che si impegnano a tramandare le ricette che hanno fatto la storia del territorio ferrarese e romagnolo, evitando che finiscano perdute nel tempo.

Dunque, chi desidera assaggiare i piatti tipici regionali e locali può recarsi in un ristorante rustico del centro storico, oppure trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta presso un agriturismo a Ferrara e dintorni, approfittando dell’occasione per degustare salumi e formaggi DOP, conserve e tante altre specialità.

Per un pranzo o una cena all’insegna della tradizione, prenota un tavolo presso l’Agriturismo Il Dosso!

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